Marcatura della mola
Il sistema di marcatura delle mole, letto come lo scrivete voi
Una mola è descritta da una stringa di sigle, e Kabaido legge ogni parte nell'ordine: forma, poi abrasivo, poi grana, poi durezza, poi legante.
Prima viene la forma. Una mola diritta 1A1, una tazza svasata 11V9, un disco 6A2: la forma ISO fissa la geometria e le dimensioni che la accompagnano. Dopo la forma viene l'abrasivo, che sia ossido di alluminio, carburo di silicio o uno dei superabrasivi, CBN e diamante.
Poi la grana, tenuta esattamente come è marcata, così 60, 120, B126 e D64 restano tali e quali invece di essere arrotondati o indovinati. Poi la durezza, cioè la tenuta del legante che trattiene la grana, e infine il tipo di legante: ceramico, resinoide o metallico. Ogni sigla finisce su un attributo tipizzato, così una ricerca di una mola da 200 mm per rettifica in piano in A60K si restringe a quella giusta.
La velocità massima di esercizio è un requisito vincolante, non un di più. Una mola candidata deve raggiungere o superare la velocità indicata, quindi un abbinamento non sicuro viene escluso invece che proposto. Il pacchetto di conoscenza sugli abrasivi e il resto dello schema tipizzato stanno dietro al catalogo.